L’approccio multidisciplinare nell’estetica dentale

La creazione di un sorriso perfetto non è solo una “questione da dentisti”, ma può chiamare in causa molti medici specialisti differenti: dal chirurgo maxillo-facciale al logopedista, fino al chirurgo plastico e a quello ricostruttivo. Anci, l’approccio multidisciplinare, seguito dal dottor Emanuele Puzzilli, è quello che garantisce i risultati migliori e più soddisfacenti.

Ogni sorriso è un equilibrio delicato su cui incidono più fattori e che ha riflessi positivi e negativi sia sulla salute che sull’estetica. Questa complessità, tipica di ogni parte del corpo umano, necessità di un approccio altrettanto ampio e integrato. Il dentista, a volte, da solo non basta per risolvere un problema della bocca. È per questo che, da sempre, presso i suoi studi odontoiatrici, il dottor Emanuele Puzzilli predilige un approccio multidisciplinare, facendosi affiancare, quando necessario, da altri medici specialisti (ce ne sono oltre 50 che ruotano intorno ai suoi studi).

 

Tanti dottori, un solo sorriso 

Un buon lavoro odontoiatrico inizia sempre con una scrupolosa prima visita. È in questo momento che il dentista può valutare pienamente la situazione, capire il problema e soprattutto comprenderne le cause. Infatti, uno stesso difetto dentale (es: morso aperto) può avere differenti motivazioni.

Una volta approfondita la base di partenza, si può formulare un’ipotesi di lavoro, che può andare dalle semplici migliorie per intervenire su delle irregolarità fino a grandi stravolgimenti. È qui che si innesta l’approccio multidisciplinare. Alcuni lavori, infatti, possono richiedere l’intervento di medici diversi: chirurghi plastici e ricostruttivi, chirurghi maxillofacciali, logopedisti e altri ancora.

Capita spesso, ad esempio, che la posizione scorretta dei denti sia legata anche ad un’azione errata della lingua, che li sottopone a una pressione eccessiva. Se in un caso del genere si procedesse solo con l’ortodonzia, magari con un sofisticato apparecchio invisibile, si correrebbe il rischio di vedere vanificato il lavoro nel giro di poco tempo. Ecco perché serve anche l’intervento di un logopedista, per lavorare sulla spinta linguale. Discorso analogo per coloro che hanno delle malformazioni scheletriche: hanno bisogno di un dentista ma anche di un chirurgo maxillofacciale.

Denti e autostima 

Una menzione a parte la merita la sinergia tra odontoiatria e psicologia. Intervenire su un sorriso, infatti, significa toccare un elemento di forte impatto sull’autostima e sulla personalità.  La bocca è un biglietto da visita molto esposto e tenuto in grande considerazione. Denti non in salute, storti, mancanti o esteticamente brutti rappresentano un forte freno nelle situazioni di socialità. In particolare, ci sono due situazioni in cui l’odontoiatra può ritenere opportuno di consigliare al paziente un approccio con uno psicologo.

La prima è quella in cui si trovano le persone che, per ragioni di salute, devono sottoporsi a importanti interventi, che possono modificare gli stessi lineamenti del viso. Nella maggior parte dei casi si tratta di modifiche migliorative ma l’impatto psicologico non va sottovalutato.

Altre volte, invece, l’ausilio di un percorso terapeutico serve a far desistere il paziente da richieste di interventi dentali estetici non adatti al suo volto e non giusti per la sua situazione. Di fronte a richieste come “voglio i denti uguali a quelli dell’attore X” un dentista serio deve fare sempre un passo indietro e, se necessario, saper dire dei no.