Impronta dentale digitale, addio a senso di nausea e vomito
L’impronta dentale digitale è uno strumento tecnologico che ha davvero rivoluzionato il settore dell’odontoiatria, con benefici per dentisti e pazienti. Prendere correttamente l’impronta dentale è importantissimo, perché è così che si costruiscono protesi, apparecchi e molti altri interventi. Il metodo classico, che prevede l’uso di una pasta particolare, può però causare molti fastidi, soprattutto nelle persone ansiose o nei bambini. Con l’impronta dentale digitale, invece, tutto si risolve. Grazie a uno speciale scanner, prendere l’impronta dei denti diventa un’operazione facile e veloce.
Non si scappa, è quasi inevitabile. Almeno una volta nella vita, capita di trovarsi di fronte al proprio dentista che pronuncia la fatidica frase: “dobbiamo prendere l’impronta dentale”. Ed è lì che a qualcuno cominciano a venire i sudori freddi, si riempie di saliva la bocca, sale l’agitazione. Fino a qualche anno fa, infatti, farsi prendere l’impronta dentale dal proprio dentista poteva essere un’esperienza poco piacevole. Si tratta, però, di un passato che è arrivato il momento di buttarsi alle spalle, perché anche in questo campo, la tecnologia è arrivata a porre fine alle sofferenze. Negli studi dentistici, infatti, è sempre più diffusa l’impronta dentale digitale, di cui si parla proprio in questo articolo.
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Premessa: cos’è l’impronta dentale?
Prima, però. è bene rispondere a una domanda preliminare: di cosa parliamo quando menzioniamo l’impronta dentale? È presto detto, si tratta di
è una rilevazione della forma e della posizione dei denti e delle arcate dentarie
Queste poche parole sono sufficiente a far comprendere come prendere l’impronta dei denti sia davvero un passaggio cruciale per molti interventi odontoiatrici. L’impronta serve, ad esempio, nei casi di ortodonzia, negli impianti o nella costruzione delle protesi. Il calco della bocca permette infatti di capire come sono posizionati i denti o che forma hanno il palato e le gengive, e quindi consente di calibrare la cura sulle reali esigenze del paziente. Si tratta quindi di uno strumento fondamentale nella fase di progettazione di un nuovo sorriso. Per questo motivo, ogni dentista sa bene che deve stare molto attento quando compie questa operazione. Un’impronta sbagliata significa tanto lavoro perso. A fare la differenza sono, ovviamente, l’esperienza del professionista e la qualità dei materiali utilizzati. Ecco perché i prezzi super scontati, anche in questo caso, non sono una buona idea, perché possono nascondere delle gravi e dannose carenze. Sotto il profilo operativo, ci sono essenzialmente due tecniche per prendere l’impronta dei denti: quella classica e quella digitale.
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Come si prende l’impronta dentale con il metodo classico (e perché è fastidioso)
Il metodo classico dell’impronta dentale prevede l’uso di una pasta morbida (alginato o silicone), che si inserisce nella bocca del paziente con un apposito strumento, sull’arcata dentale interessata. L’impasto va lasciato in posa alcuni minuti, durante i quali è necessario restare fermi il più possibile. Appena la pasta ha raggiunto il giusto livello di solidificazione, la si rimuove. Infine, all’interno dell’impronta indurita, il dentista farà colare del gesso, ottenendo un vero e proprio calco della bocca. In alcuni casi, per interventi di tipo estetico che richiedono la massima precisione, si può ricorrere anche al metodo della doppia impronta. Così descritta, l’attività necessaria per prendere l’impronta non sembra particolarmente difficoltosa. Ma se la maggior parte delle persone la teme, un motivo ci dev’essere. Il problema grosso sta proprio nella pasta che viene utilizzata. O meglio, nel suo posizionamento, che la porta ad invadere gran parte della bocca. Nell’attesa che alginato o silicone si solidifichino, infatti, il paziente può accusare senso di soffocamento, di nausea e di vomito. Si tratta ovviamente solo di sensazioni, perché in nessun modo l’impasto può essere davvero pericoloso, ma sono comunque effetti molto fastidiosi, che si manifestano in maniera ancora più forte nelle persone ansiose e nei bambin.
Come funziona l’impronta dentale digitale
Per fortuna, le tecnologie 2.0 hanno permesso di creare un nuovo metodo per prendere le impronte. Si tratta della cosiddetta impronta dentale digitale, realizzata attraverso uno scanner (o laser). Una tecnica utilizzata in entrambe le sedi dello Studio Puzzilli, sia a Roma che a Milano. Nella bocca si introduce solo un piccolo apparecchio, simile ad una penna. Con pochi passaggi si acquisiscono tutte le informazioni su denti, palato e gengive, che poi vengono riversate su un pc. Infine, un software specifico elabora tutti i dati e li trasforma in una proiezione 3d della bocca, perfetta in ogni dettaglio.
I vantaggi dell’impronta dentale digitale (h2)
I vantaggi? Molti, sia per il dentista che per il paziente:
- Invasività praticamente nulla;
- Nessun fastidio (addio a senso di soffocamento, nausea e vomito)
- Estrema velocità
- Massima precisione.
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