Spesso il fluoro viene somministrato ai bambini per garantire il corretto sviluppo dei denti. Questo minerale, infatti, ha un ruolo fondamentale nella salute orale. Allo stesso tempo, però, un eccesso di fluoro può danneggiare la dentatura, sfociando in fluorosi. Ecco perché, bisogna gestire con attenzione ogni la fluoroprofilassi nei bambini, attenendosi alle linnee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e del Ministero della Salute.

Quello tra fluoro e denti è un binomio consolidato e ben noto. Il fluoro, infatti, svolge un ruolo chiave nella salute dentale, perché rinforza lo smalto e protegge dalle carie. Come avviene spesso, però, il troppo non fa bene. Così anche l’eccesso di fluoro può danneggiare invece che migliorare la salute dei denti, sfociando nella cosiddetta fluorosi. Inoltre, troppo fluoro può disturbare l’intero organismo. Ecco perché, la somministrazione di questa sostanza nei bambini in fase di sviluppo (fluoroprofilassi) è un’attività che, pur essendo molto diffusa, deve essere compiuta con attenzione, per evitare di provocare più effetti collaterali che benefici. In materia, esistono specifiche indicazioni dell’OMS e del Ministero della Salute che ogni medico è chiamato a seguire scrupolosamente.

La fluoroprofilassi nei bambini, di cosa stiamo parlando?

La fluoroprofilassi è un trattamento che prevede la somministrazione di fluoro per la prevenzione delle carie. È praticata soprattutto nei bambini in fase di crescita e sviluppo. Il fluoro, infatti, rinforza lo smalto dentale e lo rende più resistente agli attacchi della placca batterica. Allo stesso tempo, però, gli effetti dell’azione di questo minerale sull’organismo umano non sono completamente noti. Ecco perché è bene gestirlo con cura.

In natura, è possibile assumere il fluoro, in piccole quantità, a partire da molte cose che si mangiano o si bevono quotidianamente, come frutta, verdura e acqua. In alcuni casi, su precisa decisione del medico, è possibile integrare la naturale assunzione di fluoro con una specifica fluoroprofilassi professionale, ricorrendo a gocce o pastiglie. Vale la pena sottolineare che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) si è espressa chiaramente sull’efficacia di trattamenti a base di fluoro nella prevenzione delle carie, soprattutto nei pazienti più piccoli.

Le possibili controindicazioni del trattamento

Come già anticipato, è opportuno tenere a mente che se, da una parte, la giusta quantità di fluoro può rivelarsi molto utile per la salute orale, dall’altra, l’eccesso può causare seri problemi, non solo alla bocca. Il rischio principale è quello di incorrere nella fluorosi, ovvero nell’accumulo di minerale nello smalto dentale. In questi casi si notano macchie sul dente, che vanno dal colore bianco fino al grigio intenso. Il problema è che il fluoro non è un farmaco, quindi può acquistato senza prescrizione medica. Molti genitori, quindi, lo somministrano ai loro bambini senza un adeguato confronto con il dentista o il medico di fiducia. Al contrario, è fondamentale farsi seguire e non prendere iniziative di questo tipo. Inoltre, se si inizia una fluoroprofilassi professionali, è bene seguire scrupolosamente le dosi consigliate.

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Come si effettua la fluoroprofilassi nei bambini

La somministrazione di un’integrazione di fluoro nei bambini avviene solitamente per via orale, con un apposito dentifricio oppure con gocce e pastiglie.

Il dentifricio al fluoro

La prima è la modalità più comune ed efficace. Si deve utilizzare un dentifricio che contenga fluoro in 1000 ppm. A seconda dell’età del bambino, varia la quantità di prodotto consigliata:

  • fino a 3 anni si deve utilizzare un quantitativo minimo di dentifricio, equivalente a un chicco di riso;
  • da 3 a 6 anni si aumenta progressivamente il dosaggio, arrivando alla grandezza di una piccola biglia.

Rimane ovviamente valida la regola generale che richiede lo spazzolamento dei denti sempre dopo i pasti e almeno due volte al giorno.

Come scegliere il dentifricio per bambini

Pastiglie e gocce

Quando la fluoroprofilassi con dentifricio non è possibile (le ragioni possono essere diverse), si può optare per integratori sotto forma di pastiglie o gocce. Anche in questo caso, è necessario attenersi alle dosi consigliate, contenute anche nelle linee guida del Ministero della Salute:

  • 0,25 mg/die per i bambini dai 6 mesi ai 3 anni;
  • 0,50 mg/die per i bambini dai 3 ai 6 anni.

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