Alcune patologie che colpiscono denti e gengive si spiegano anche sulla base della predisposizione genetica. È il caso della parodontite e delle carie. Il nesso tra DNA e malattie dentali non è diretto, ma diversi geni possono influenzare la salute della bocca, creando delle condizioni che facilitano l’insorgenza di questi problemi.

Esiste un collegamento tra genetica e salute dentale? Si può leggere nel DNA il benessere di denti e gengive? Il rapporto tra geni e malattie è un tema che interroga ormai da decenni la medicina, in tutti i campi. L’odontoiatria non fa eccezione. Diversi studi consentono di rispondere in modo affermativo alle due domande formulate sopra, ma con le dovute precisazioni. Usare i giusti termini, infatti, è importante. Il concetto corretto da utilizzare è quello di predisposizione genetica, cioè un insieme di fattori, scritti nel codice genetico individuale, che possono favorire l’insorgere della malattia. Sono questi fattori, e non la patologia stessa, ad essere scritti nei geni che compongono il DNA. Tutt’altra storia, invece, è quella delle malattie genetiche, cioè causate da una mutazione genetica.

Fatta questa doverosa precisazione, è possibile affermare, perché confermato da diversi studi, che almeno due patologie dentali molto diffuse possono avere origine in una predisposizione genetica. Si tratta della parodontite e della carie.

La parodontite è genetica?

La parodontite, comunemente conosciuta anche come malattia parodontale o piorrea, è una patologia dentale piuttosto seria e più diffusa di quanto si pensi (qui un approfondimento sulla parodontite). Attacca il parodonto, cioè l’insieme dei tessuti (gengive comprese) che sostengono la dentatura, e, nelle forme più gravi, può portare anche alla perdita dei denti. La causa principale della parodontite è la placca, che prolifica nel cavo orale se si trascura l’igiene. Cosa c’entra, allora, la genetica? Ci sono persone che tendono a sviluppare la piorrea con più facilità, a causa di una variante del DNA che rende la loro risposta immunitaria più sensibile e quindi pronta ad attivarsi anche con livelli batterici più bassi del solito. È la reazione immunitaria, infatti, a provocare l’arretramento del parodonto tipico di questa patologia.

La predisposizione genetica alle carie

Se la predisposizione genetica alla parodontite è circoscritta a un gene, nel caso della carie, i responsabili sono ben 47. Tanti sono, infatti, i fattori che possono causare, nel copro umano, una più alta predisposizione allo sviluppo delle carie dentali. Due su tutti: la composizione della saliva e il livello di mineralizzazione dei denti.

Nel caso della saliva, il cui compito principale è proprio l’azione antibatterica e quindi anticariogena, i problemi sorgono quando il suo pH è troppo basso (acido). In questo caso, infatti, la screzione salivare è meno efficace nel suo ruolo di “pulizia”. Il livello di mineralizzazione dei denti, invece, incide sulla facilità con cui cedono alle aggressioni degli agenti esterni: maggiore è, meglio è.

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