I denti del giudizio, quando compaiono e perché (a volte) vanno tolti 

I denti del giudizio sono il retaggio di un modo di vivere e di alimentarsi del passato. Solitamente compaiano dopo i sedici anni e in alcuni casi è necessario procedere con l’estrazione per evitare disturbi e patologie legate a una loro incompleta o incorretta eruzione.

Radiografia denti

Denti del giudizio, quali sono e quando compaiono 

Il dente del giudizio (chiamato anche terzo molare) occupa l’ultima posizione all’interno dell’arcata dentale ed è uno dei tre denti molari presenti nei quattro quadranti della dentatura umana. Si chiamano “denti del giudizio” (non solo nella lingua italiana), perché solitamente spuntano in età post-adolescenziale, tra il sedicesimo e il venticinquesimo anno di età. La loro comparsa segna così il completamento della dentizione permanente. Generalmente sono quattro, due nell’arcata inferiore e altri due nell’arcata superiore, rispettivamente a destra e a sinistra.

Tuttavia, in alcuni casi i denti del giudizio possono essere meno o più di quattro. In quest’ultimo caso, si riscontra una malattia genetica rara, denominata iperdontia, che richiede una specifica terapia.

Quando non spuntano tutti e la dentatura permanente resta incompleta, si tratta invece di ipodontia, una situazione molto comune che può essere determinata, per esempio, da un dente che rimane inglobato nell’osso e di conseguenza non riesce a spuntare.

I denti del giudizio sono un retaggio del passato? 

Prima di descrivere le più comuni patologie legate ai denti del giudizio, occorre rispondere a una domanda che può apparire banale ma che sicuramente è molto utile per capire l’approccio dei dentisti. A che cosa servono i denti del giudizio?

Se è vero che i denti del giudizio, quando erompono correttamente, contribuiscono alla masticazione, è corretto anche dire che oramai non sono indispensabili al funzionamento dell’arcata dentale. Nel corso dell’evoluzione umana, infatti, le abitudini alimentari dell’essere umano sono cambiate radicalmente e questo ha comportato che l’uso dei molari sia andato diminuendo e modificandosi.

In passato, l’essere umano utilizzava molto di più i molari per masticare alimenti ostici da ingerire, come per esempio cibi crudi o carni. Oggi, poiché questo tipo di alimenti sono in parte stati abbandonati, le dimensioni della mascella e della mandibola sono diminuite. Lo spazio per i denti del giudizio si sviluppa quindi solamente con l’avanzare dell’età e i denti del giudizio sono considerati “retaggio del passato” più che elementi necessari al corretto funzionamento della dentatura.

Denti del giudizio doloranti

Disturbi e patologie legate ai denti del giudizio

Sono essenzialmente due le situazioni che possono venirsi a creare quando uno o più denti del giudizio non riescono a spuntare. Può succedere che un dente del giudizio resti completamente al di sotto della gengiva, in questo caso si parla di dente incluso, oppure che diventi in parte visibile, ma che non completi comunque la sua fase di crescita, restando quindi semincluso.

I fattori della mancata eruzione possono essere legati:

  • alla conformazione della mascella e della mandibola che non lascia spazio alla loro eruzione;
  • a problemi relativi all’asse di crescita del dente stesso, che non essendo orientato correttamente trova difficolta a spuntare, in alcuni casi facendo anche pressione sul secondo molare.

Queste situazioni possono creare diversi disturbi e patologie. La posizione incorretta del dente, per esempio, facilita l’insorgere di diverse infiammazioni gengivali (pericoronite), ascessi dentali e ostacola inoltre la corretta pulizia dei denti.

Quando invece il dente del giudizio resta intrappolato al di sotto la gengiva (incluso), aumenta il rischio di cisti e altre problematiche che, oltre a favorire infezioni, possono anche causare l’indebolimento dell’osso mandibolare

In altri casi, la pressione esercitata da un dente del giudizio che non trova spazio per spuntare o che cresce storto, oltre a provocare un forte dolore favorisce anche il deposito di residui di cibo nelle fessure gengivali. Tutte queste situazioni di affollamento dentale, avvallamento gengivale ed esposizione batterica, inoltre finiscono spesso per causare carie dentali.

Denti del giudizio e apparecchio

Capita spesso che i denti del giudizio siano ritenuti responsabili dello “spostamento degli incisivi” o, in generale, di un peggioramento dell’allineamento dei denti, magari raddrizzati da interventi di ortodonzia. La questione è piuttosto dibattuta tra gli specialisti, con alcuni dentisti che consigliano di estrarli per prevenire eventuali danni.

In realtà, però, non tutti concordano con questa impostazione e c’è chi la ritiene infondata dal punto di vista scientifico, come dimostrerebbero alcuni studi.  Il motivo dello scetticismo risiede nella constatazione che tutti i denti hanno meccanismo di eruzione e di spinta identici tra loro. Sarebbe quindi irrealistico credere che un dente, in questo caso il terzo molare, possa produrre una forza tale da determinare lo spostamento di più elementi dentari, addirittura fino ad arrivare agli incisivi.

L’impostazione più corretta, quindi, è come sempre quella che lascia la decisione al singolo professionista, chiamato a basarsi sulle condizioni particolari del singolo paziente, senza ricorrere a soluzioni preconfezionate “valide sempre e per tutti”.

Dente del giudizio estratto

Estrazione dei denti del giudizio 

Ascesso, carie, pericoronite e altre infiammazioni gengivali sono sicuramente i disturbi più comuni che insorgono per problematiche relative ai denti del giudizio. In questi casi, molto spesso è consigliato procedere direttamente con l’estrazione.

L’estrazione del dente del giudizio è comunque un intervento di routine che si esegue con una semplice anestesia locale. Sono molto comuni perdite di sangue e gonfiore, ma l’importante è favorire la corretta cicatrizzazione della ferita nei giorni successivi all’operazione. Questo significa evitare sigarette, alcool, caffè, cibi caldi, o medicinali come l’aspirina che hanno una funzione antiaggregante.  Normalmente il sanguinamento non dura più di ventiquattro ore, mentre il dolore dovrebbe scomparire a una settimana dall’intervento. In caso contrario, si consiglia di contattare il dentista per un controllo.

Difficolta e rischi dell’estrazione

La difficoltà dell’intervento varia significativamente a seconda dei casi e della situazione generale del paziente. La procedura risulta sicuramente più facile nei soggetti giovani, così come è più semplice estrarre il dente del giudizio superiore rispetta a quello inferiore. Allo stesso modo, più il dente del giudizio è riuscito a spuntare fuori dalla gengiva e più risulterà facile l’estrazione. Al contrario, su un dente incluso, intrappolato all’interno della gengiva e quindi non visibile, è certamente molto più complicato intervenire.

Il rischio di fratture all’angolo mandibolare dopo l’intervento è dovuto all’eccessivo carico sull’area interessata. Ma è un rischio praticamente nullo che non si concretizza quasi mai (0,005% dei casi) e che si azzera completamente evitando di fare pressione sul punto operato.