Il bite dentale: dal bruxismo alla postura, tutti i problemi che aiuta a risolvere 

Il bite per denti è un valido strumento per risolvere numerosi problemi legati a difetti della dentatura e del morso. Si tratta di una semplice placchetta trasparente, che si appoggia sull’arcata dentale. Ideale per trattare casi di bruxismo e di malocclusione e per eliminare alla radice disturbi fastidiosi, come mal di testa, mal di schiena e acufeni. Vediamo nel dettaglio cos’è il bite, come funziona e quando serve.

Alla scoperta del bite: cos’è, come funziona e a cosa serve

Essenziale, trasparente, quasi invisibile. Il bite non ha certo l’aspetto di uno strumento medico rivoluzionario. Eppure è davvero un oggetto dalla grandi potenzialità. Una mascherina in resina che è in grado di cambiare, in meglio, la qualità della vita di chi lo indossa.

In odontoiatria, il bite per denti viene utilizzato per trattare diverse problematiche. In primo luogo, il bruxismo (ovvero la pericolosa e inconsapevole abitudine di digrignare i denti, specialmente di notte), ma anche le varie forme di malocclusione dentale e tutti i disturbi che ne derivano.

Esistono molti modelli di bite dentale. I più efficaci, però, sono i bite personalizzati, ovvero quelli che vengono realizzati dal dentista sulla base di un calco della bocca del paziente, Quindi ne riproducono fedelmente il profilo, adattandosi perfettamente alle arcate e intervenendo in modo specifico sui difetti del singolo. Diffusi ma meno indicati, i bite morbidi, che si modellano sui denti la prima volta che vengono inseriti, e i bite preformati, con dimensioni e caratteristiche standard.

Dal punto di vista dell’utilizzo, invece, queste mascherine possono essere divise in:

  • bite per bruxismo, che di solito coprono solo l’arcata superiore e servono per non farla toccare con quella inferiore;
  • bite per malocclusioni e disturbi ATM, che puntano a correggere i difetti nella chiusura del morso.

Quanto tempo va portato? 

Di solito, i dentisti consigliano di tenere in bocca la mascherina almeno la notte. Per questo spesso si sente parlare di bite notturno. In realtà, però, quest’apparecchio speciale può essere indossato in qualsiasi momento, anche di giorno, visto che si toglie e si pulisce facilmente. Anzi, più lo si utilizza, migliori saranno gli effetti.

Donna con due bite

A cosa serve il bite e quali problemi può risolvere 

L’uso del bite può davvero rappresentare una svolta nella vita di chi ha problematiche legate alla dentatura. I disturbi che possono essere trattati con questo semplice strumento sono molteplici:

  • bruxismo;
  • malocclusione dentale (con tutto il suo corredo di disturbi: problemi posturali, mal di schiena e di testa, acufeni, russamento);
  • recidiva ortodontica.

Come pulire il bite ortodontico e conservarlo a lungo 

Trovandosi sempre a contatto con la bocca, il bite deve essere sottoposto regolarmente ad un’attenta pulizia, altrimenti rischia di trasformarsi in un veicolo di germi e batteri. Non si tratta di una manutenzione faticosa, ma di attuare poche e semplici accortezze, utili anche per salvaguardare la trasparenza della mascherina.

È necessario ricordarsi di pulire il bite ogni volta che viene tolto e riposto nella sua scatola. Basta utilizzare uno spazzolino e una soluzione liquida fatta per un terzo di collutorio e per due terzi di acqua. In alternativa, va bene anche l’uso del dentifricio. L’importante è sempre risciacquare bene.

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Il bite per bruxismo (notturno e diurno)

Il bruxismo è quell’abitudine, spesso inconscia, che porta a serrare con forza la mandibola e a digrignare i denti. Una pessima abitudine che si verifica soprattutto di notte (ma non solo) e che può avere serie ripercussioni sulla salute dei denti e delle gengive. Inoltre, il bruxismo è spesso causa di mal di testa e dolori alla mascella, dovuti all’eccessiva contrazione muscolare.

Il bite per il bruxismo ha il compito di “mettersi in mezzo” e di evitare che le due arcate dentali si tocchino. In questo modo i denti non vengono a contatto e non si produce il pericoloso digrignamento. Le gengive, quindi, non risentono della pressione eccessiva e non si infiammano e la muscolatura mandibolare si rilassa.

Il bite per le malocclusioni dentali, il riposizionamento mandibolare e i difetti di postura 

Un’altra patologia dentale molto diffusa è la cosiddetta malocclusione. Il termine indica genericamente un errato funzionamento del morso. In pratica, la bocca “si chiude male”. I motivi possono essere vari: denti storti, denti mancanti, spostamento della mandibola.

Le conseguenze (disturbi dell’ATM) sono piuttosto pesanti. Chi soffre di malocclusione dentale, infatti, può ritrovarsi a combattere con frequenti mal di testa e dolori mandibolari. Inoltre, i difetti del morso possono provocare problemi all’apparato respiratorio (il comune “russare”) o a quello uditivo (gli acufeni). Infine, gli effetti delle malocclusioni si riflettono anche sulla colonna vertebrale, provocando mal di schiena e difetti nella postura.

Anche in questo caso, il bite può essere un valido alleato e contribuire al riposizionamento mandibolare. Viene personalizzato sulla bocca del paziente e riesce a correggere il difetto del morso. A cascata, quindi, spariscono anche tutti gli effetti e i dolori collegati. Ecco allora che si può parlare di bite per non russare o di bite per acufeni. In realtà, si tratta di una mascherina che agisce sulla malocclusione.

È bene specificare che, di fronte a patologie del genere, può essere utile e a volte necessario, associare il bite anche ad altri trattamenti terapeutici.

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Il bite ortodontico per “raddrizzare” i denti (?)

Dire che il bite può essere utilizzato per raddrizzare i denti è sbagliato. È vero, invece, che può servire per mantenerli dritti, dopo un percorso di ortodonzia. Una volta che si sono ottenuti i denti dritti e sani che si è sempre sognato, bisogna saperli conservare. Il rischio della cosiddetta recidiva ortodontica, infatti, è sempre presente. I denti possono perdere la posizione acquisita e tornare storti, sia perché tendono a muoversi naturalmente, sia perché magari erroneamente stimolati dai già visti fenomeni di digrignamento.

Per evitare di aver perso soldi e tempo, si può utilizzare il bite con funzione contenitiva. La mascherina, infatti, eviterà pressioni indesiderate sulla dentatura e preserverà i risultati dell’ortondonzia.

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