Gengive gonfie, cause e rimedi

Le gengive gonfie sono un segnale di allarme, perché possono indicare una patologia dentale in corso. Il gonfiore può accompagnarsi ad arrossamento e sanguinamento ed essere spia di carie, gengivite o addirittura parodontite. Ecco come prendersi cura delle gengive gonfie e quali sono i possibili rimedi.

Quando si parla di gengive gonfie (o ipertrofia gengivale) si fa riferimento a un fenomeno abbastanza comune che comporta l’aumento di volume del tessuto gengivale che si trova intorno al dente, alla sua base. Si tratta di un disturbo che può avere diversi livelli di gravità ma che non va mai trascurato. Normalmente, infatti, una gengiva in salute si presenta compatta, aderente al corpo del dente e di colore rosa chiaro. Se non è così, vuol dire che c’è un problema di infiammazione e bisogna capire da cosa deriva. A volte, si tratta di una semplice irritazione, magari dovuta a un’eccessiva foga nello spazzolamento dei denti. In altri casi, però, dietro a gengive gonfie si possono nascondere problemi più seri, come una gengivite che può sfociare in parodontite. Ecco perché se le gengive gonfie persistono per più giorni è utile rivolgersi al proprio dentista di fiducia.

Tutti gli articoli sulle gengive

I sintomi associati alle gengive gonfie

La gravità del gonfiore gengivale si può intuire anche dagli altri sintomi che spesso l’accompagnano. Generalmente, infatti, le gengive gonfie appaiono anche arrossate, più del del normale. Addirittura, nei casi più seri, può verificarsi anche del sanguinamento. Altri sintomi che a volte accompagnano il gonfiore sono il dolore localizzato e l’alito cattivo. In casi molto gravi, si può verificare una ritrazione (ritiro) delle gengive.

Le cause del gonfiore gengivale

Vediamo ora quali possono essere le cause del gonfiore delle gengive, perché dalla corretta individuazione di queste scaturisce anche la scelta della cura più adeguata.

Le più ricorrenti sono:

  • scarsa igiene orale (che porta a depositi di placca e tartaro, molto pericolosi per la salute della bocca);
  • carie (che in qualche modo rappresenta l’esito peggiore della scarsa cura della pulizia dei denti);
  • gengivite;
  • parodontite.

C’è poi la possibilità che il gonfiore sia legato a patologie che non riguardano direttamente la bocca, come il diabete e le carenze vitaminiche. Infine, anche il fumo o determinate terapie mediche possono portare a questo tipo di effetto collaterale.

Leggi anche: Tutti i danni del fumo sui denti

Gengive gonfie in gravidanza

Una menzione a parte la merita la gravidanza, una condizione in cui la donna può ritrovarsi a combattere con gengive gonfie. Il fenomeno è dovuto soprattutto all’aumento del sangue in circolo, alla crescita dei livelli ormonali o all’abbassamento delle difese immunitarie.

Leggi anche: Salute dei denti e ormoni femminili

Gengive gonfie nei bambini

Anche i bambini possono manifestare questo tipo di disturbo, generalmente a causa sempre di una scarsa capacità di lavarsi bene i denti (magari in presenza di un affollamento dentale ancora non corretto con l’ortodonzia).

Gengive gonfie e apparecchio ai denti

Un discorso analogo può essere fatto anche per il gonfiore gengivale che colpisce chi porta un apparecchio fisso. Anche in questo caso, infatti, si fa più fatica a pulire i denti e si può andare incontro a gengive gonfie.

Soluzioni contro la gengiva gonfia: rimedi naturali, terapie farmacologiche e igiene orale (h2)

Se è vero, come visto finora, che il gonfiore gengivale è causa principalmente di una scarsa igiene orale, viene da sé che la prima cura è la prevenzione, cioè lavarsi bene i denti, utilizzando i giusti spazzolino, dentifricio e filo interdentale.

Molto diffusi nella tradizione popolare sono anche dei rimedi naturali, come gli impacchi di camomilla o malva, o l’applicazione di bicarbonato e aloe vera. Il loro effetto, però, è poco più che un palliativo.

La soluzione farmacologica, invece, è senza dubbio la più efficace, a base di antinfiammatori o addirittura di antibiotici (quando l’attacco batterico è molto forte). Ovviamente, poi, bisogna andare alla radice del problema rivolgendosi al proprio dentista di fiducia.

Come prendersi cura delle gengive?


Rimedi contro il mal di denti: tutto quello che puoi fare per eliminare il dolore

Il mal di denti è uno dei dolori più temuti: forte, insistente, a volte pulsante. Quali sono i rimedi per calmarlo e farlo sparire. Utili alleati sono i farmaci antinfiammatori e antidolorifici. Attenzione anche a come si lavano i denti e a ciò che si mangia.

Alzi la mano chi non ha mai sofferto di mal di denti? Se esiste qualcuno che non ha mai provato questo dolore, può ritenersi una persona davvero fortunata. Perché il mal di denti è una delle manifestazioni dolorose più forti e fastidiose che il corpo umano può subire. A volte esplode all’improvviso e può rendere davvero impegnativa qualsiasi attività quotidiana, perché assorbe completamente l’attenzione e i pensieri. Per non parlare del mal di denti notturno, magari pulsante, che impedisce di dormire. Quando succede, come si può porre rimedio? Come si ferma il mal di denti?

Prevenire il mal di denti: prendersi cura della salute orale

Dei rimedi per contrastare il mal di denti, per fortuna, esistono. Prima di analizzarli, però, è necessario fare una premessa. Il dolore non è la vera malattia ma solo il sintomo di un problema. Questo significa che per identificare la cura più efficace bisogna prima capire bene di cosa si soffre. Ad esempio, in molti casi un mal di denti rivela l’esistenza di una carie o di un’infezione dentale. In questi casi, si può intervenire immediatamente per bloccare il dolore ma bisogna poi recarsi dal proprio dentista di fiducia per curare il problema all’origine, altrimenti continuerà a peggiorare.

Anche contro il mal di denti, quindi, l’arma più efficace è la prevenzione, che significa:

Come calmare il mal di denti

A volte, però, anche seguendo tutte le indicazioni, problemi dentali possono sorgere ugualmente. Ed ecco comparire il fastidiosissimo mal di denti. Siccome non sempre ci si può recare immediatamente dal proprio dentista, bisogna capire come fare per calmarlo. Se chiedete in giro, di rimendi contro il mal di denti e di buoni consigli per farlo passare ne troverete moltissimi. Rimedi naturali, casalinghi o della nonna. La cosa migliore, però, è affidarsi sempre alla medicina.

Soprattutto quando il mal di denti è molto forte, l’unica possibilità è l’assunzione di antidolorifici e antinfiammatori. Ovviamente, come già detto, questi farmaci alleviano il dolore ma non risolvono il problema che lo causa, quindi sono dei palliativi momentanei. Contro un mal di denti persistente, inoltre, può essere efficace anche l’applicazione localizzata di ghiaccio.

Allo stesso tempo, è molto importante evitare di compiere azioni che potrebbero peggiorare la situazione. Alcune persone, ad esempio, quando hanno dolore ai denti, cercano inconsciamente di recuperare l’igiene orale che hanno trascurato in precedenza. Ed è così che ci si accanisce con spazzolino e filo interdentale su denti e gengive. Il rischio, però, è di acuire le sofferenze, andando a sollecitare zone già infiammate. La regola, in questi casi, è continuare con la pulizia ma utilizzando tutti gli strumenti con delicatezza.

Infine, un ultimo accorgimenti contro il mal di denti: fare attenzione a ciò che si mangia. Meglio evitare cibi e bevande troppo calde o troppo fredde, così come tutte quelle che sollecitano troppo i denti (come i cibi duri o croccanti).


Doctor White - lettera aperta

Cari Lettori, care lettrici....
Quante volte sedendomi di fronte ad un foglio bianco, cercando tra le domande che più spesso mi rivolgete, ho deciso di affrontare argomenti più o meno tecnici per spiegare i processi di costruzione dei vostri sorrisi, e quante volte non mi sono reso conto di non aver mai parlato di ciò che veramente mi spinge a fare questo mestiere con tanta dedizione, dedicando a questa mia missione la maggior parte del tempo che ogni giorno mi viene concesso dalla Provvidenza... esatto Provvidenza. Utilizzo questa espressione dantesca che mi è tanto a cuore perché realmente credo nell’importanza del valore tempo.

Oggi decido, qui, sul mio personale blog, di mettermi a nudo, e raccontarvi quale sia la mia missione: così forse, riusciremo ad abbattere la barriera della non conoscenza reciproca, e a creare un vero flusso a doppio senso, come piace a me!
Come dicevo all’inizio, credo fortemente che la ricchezza più enorme che ognuno di noi ha a disposizione sia il Tempo: tempo da dedicare alle persone che amiamo, tempo da dedicare alle cose che amiamo fare, tempo per godere appieno di ciò che la vita ci ha donato, o ciò che ci siamo costruiti, con sacrificio ed impegno. In questi mesi così cupi di pandemia tutti noi siamo piombati (chi più e chi meno) in uno stato di immobilità profonda. Siamo stati privati di ciò che rende l’essere umano tale: un animale sociale, senza socialità. E’ difficile passare il tempo dietro le nostre mascherine, respirando affannosamente la nostra stessa aria, a volte sorridendo, ma senza poter consegnare questo nostro sorriso al destinatario, all’interlocutore che abbiamo di fronte.

Eppure, cari amici, ricordiamo che esiste una legge universale, che governa le cose, ed è sempre la stessa: il tempo. Il tempo scorre, inesorabile, qualsiasi cosa succeda, e se non siamo in grado di tenerci saldi a questa nostra preziosa umanità, rischiamo di perderla per sempre. Ecco perché oggi, come non mai, è fondamentale sorridere. Ritrovare il tempo di gioire delle piccole cose che ancora ci tengono saldi all’amore per questa vita, e continuare a sorridere a chi ci è seduto di fronte, in metropolitana, ad un caffè, ai nostri affetti più cari.
Se può sembrare un gesto semplice e spontaneo, talmente semplice che spesso non ne afferriamo la grande potenza, in realtà non lo è: ho sempre saputo che sorridere costituisce in realtà una pura libertà espressiva. Sorridendo intendiamo comunicare amore al nostro partner, ai nostri figli, il sorriso di un nonno verso il proprio nipote è il messaggio più tenero che esista. Vi vedo, voi, lettori più giovani, che utilizzate il vostro sorriso come arma di seduzione. Il sorriso comunica vicinanza ad un amico, sostegno a chi è in difficoltà, a volte un sorriso può anche essere minaccioso, se sornione arriva da un datore di lavoro ad un dipendete non esattamente esemplare. Il sorriso è la prima forma di comunicazione non verbale per potenza ed immediatezza.

Adesso immaginate di voler sorridere, per comunicare qualcosa al vostro interlocutore: immaginate di essere ad un colloquio di lavoro, ad un primo appuntamento, o semplicemente in compagnia di amici. Immaginate di non sentirvi sicuri del vostro sorriso, di sapere di un disallineamento dei denti, o di aver bevuto troppi caffè, o di non poter sfoggiare un bianco sano e attraente. La domanda è: sareste capaci di sorridere senza trattenervi, per nascondere un difetto estetico? E ancora, vi sentireste sicuri di voi stessi, a vostro agio con il prossimo?

Ecco cari amici, è proprio questo il motivo per cui scelgo ogni mattina di fare la differenza nei miei studi.
All’inizio di questa lettera ho parlato di Provvidenza, un concetto espresso dal Poeta Dante Alighieri nella sua opera più celebre, la Divina Commedia. C’è un’altro aspetto che viene espresso in questo capolavoro della letteratura che amo, ed è quello del Libero Arbitrio.
Ad ogni essere umano, seppur inserito in un meccanismo gestito da forze cosmiche o divine superiori, è stato fatto un dono: la possibilità di scegliere. Noi tutti possiamo scegliere come vivere, e le scelte che facciamo ogni giorno sono quelle che definiscono la persona che vogliamo essere. Io ho scelto, e scelgo ogni giorno, di fare la differenza nel mio settore, e di essere la versione migliore di me, per me e per i miei pazienti. Ed ho deciso di dare a voi, attraverso le mie competenze e la mia esperienza, la possibilità di scegliere: scegliere di sorridere, sentirvi sicuri di voi stessi in ogni circostanza, scegliere di godere di ogni piccola grande gioia che la viltà ci riserva.
Ecco perché è nato il programma White Identity: all’interno dei miei studi potrete scegliere insieme al me ed al mio team, il percorso di riabilitazione del sorriso che più fa per voi, in termini di costi, tempi e necessità. White identity nasce per restituirvi, cari amici, la potenza della comunicazione.

Questo perché negli anni ho trovato la vera costante che mi porta ad andare avanti nel mio mestiere, a tenermi sempre aggiornato, e ad offrirvi sempre il meglio: io amo vedervi sorridere. E ciò che voglio veramente e fortemente è rendere questa possibilità realmente democratica.
E adesso già lo so, i più critici di voi staranno già pensando che un trattamento esteticamente riabilitativo possa avere costi esorbitanti, non accessibili e riservati a ristrette cerchie di persone. Perdonatemi se con sfacciataggine vi dico che non è sempre così. Innanzitutto, ogni caso è diverso, ed ogni situazione richiede attenzioni ed interventi differenti. E’ anche per questo che non parlo mai di costi telefonicamente o sui social. Potreste venire da me con l’idea di voler rendere più “vostro” il vostro sorriso, e scoprire con piacere che basta poco per ottenere ciò che avete sempre desiderato. O potrebbero venir fuori una serie di cause concatenate tra di loro che non minacciano solo il lato estetico, ma potrebbero intaccare la vostra salute, se non è già successo. In ogni caso, garantisco io, varrebbe la pena approfondire e prendersi cura della macchina perfetta che la provvidenza ci ha dato, e (sempre per dirla con Dante) scegliere finalmente di regalarsi una gioia libera e sana.
Perché se c’è una cosa che forse nessuno vi dice, e che con il tempo ho imparato ad amare, è che sorridere non è solo un diritto: sorridere è un dovere.

Sorridere è per tutti.

Arriverà presto il giorno in cui potremo di nuovo sorridere ad un passante senza intrappolare la nostra espressione dietro la mascherina, utilizzare questa potente arma come alleato di seduzione, o trasmettere con un gesto tutto il nostro amore alle persone che più amiamo. Arriverà presto, e dovremo essere pronti.

Parola di Doctor White.

Con affetto e gratitudine
Il Vostro Emanuele Puzzilli


Faccette dentali, la rivoluzione del sorriso perfetto

Faccette dentali, la rivoluzione del sorriso perfetto

L’applicazione delle faccette estetiche può essere utile per correggere difetti importanti della dentatura. Sono perfette per intervenire sulla forma e sul colore dei denti, o per ripristinarli quando si spezzano o scheggiano. E si usano anche per correggere il diastema, cioè le spazio eccessivo tra due denti. Un tema che merita un approfondimento, per capire bene cosa sono le faccette dentali, come si applicano, quanto costano e i loro vantaggi e svantaggi.

Le faccette dentali (veneers), conosciute anche come faccette estetiche, sono una delle soluzioni odontoiatriche più richieste. Quasi una moda, il cui successo è in parte dovuto anche al fatto che molti vip e personaggi dello spettacolo le hanno scelte per avere sorrisi perfetti. Nella maggior parte dei casi, però, le faccette dentali estetiche non sono un lusso o un capriccio, bensì uno strumento fondamentale per prendersi cura della propria bocca, anche da punto di vista della salute. Vediamo perché.

I vip che hanno scelto le faccette del Dottor Puzzilli

Calco di una bocca

Faccette dentali, cosa sono e quando si utilizzano

Cominciamo con il definire cosa sono precisamente le faccette per denti. Si tratta di sottilissime ricostruzioni realizzate in ceramica. Lo spessore è minimo (simile a quello delle lenti a contatto) e vengono applicate sulla superficie esterna del dente. La forma, invece, viene modellata, di volta in volta, sulle esigenze del paziente e soprattutto sulle caratteristiche della sua dentatura.

Le prime faccette risalgono addirittura agli anni ’30, ideate e realizzate da Charles Pincus, considerato all’epoca il dentista di Hollywood (ecco che ritorna il legame con le star). Sono, però, placchette provvisorie. Per quelle definitive bisogna aspettare gli anni ’80 e le nuove scoperte in materia di resine adesive ad uso odontoiatrico. Da lì è partita una lunga scia di successi e oggi le faccette sono molto diffuse e utilizzate nella maggior parte degli studi dentistici.

Quando servono le faccette: denti macchiati, piccoli, storti, spezzati o separati

Il motivo di questa popolarità è legato soprattutto all’estrema duttilità delle faccette. La loro applicazione consente di modificare, anche in modo piuttosto radicale, l’aspetto dei denti. È possibile intervenire con successo su forma, colore, lunghezza e posizione.

Questo significa che le faccette estetiche rivestono un ruolo fondamentale nel trattare i casi di:

In tutte queste situazioni, il ricorso ai veneers non serve solo avere un sorriso più bello ma anche a recuperare funzionalità, soprattutto nella masticazione. E il risultato che si ottiene è assolutamente naturale.

Vantaggi e svantaggi delle faccette dentali

Il fatto che l’applicazione delle faccette sia uno dei trattamenti di estetica dentale più richiesti la dice lunga sul bilanciamento tra vantaggi e svantaggi. La maggior parte dei pazienti che hanno optato per questa soluzione, infatti, si dice soddisfatta. I pro sono tanti, a cominciare dall’avere un sorriso più bianco e regolare, per finire con il ripristino di una masticazione corretta e funzionale. I contro, invece, son praticamente nulli, A meno che non ci si rivolga a medici non professionali (come vedremo più avanti) o non si tralascino le più elementari regole per la manutenzione.

Realizzazione faccette estetiche

Come si applicano le faccette ai denti

L’applicazione delle faccette estetiche è un’operazione che va svolta con cura. Per questo è importante affidarsi solo a dentisti qualificati ed esperti. Si passa attraverso diverse fasi: dalla preparazione dei denti, fino all’apposizione delle placchette definitive.

La limatura e l’impronta dei denti

Il processo di applicazione delle faccette dentali inizia con la preparazione dei denti interessati. Questi, infatti, vanno leggermente limati, rimuovendo un sottilissimo strato di smalto dentale dalla superficie. A seguire, sempre durante la prima seduta, il dentista prende l’impronta della dentatura, da cui ricaverà le informazioni su forma e struttura. Sempre in questa fase, si può anche procedere a identificare il colore che dovranno avere i veneers, per renderli uguali ai denti naturali.

Vuoi rinforzare lo smalto dei denti? Ecco come fare

Le prove e le verifiche

Gli appuntamenti successivi al primo servono per fare le dovute “prove”. Il dentista verifica se le faccette realizzate corrispondono effettivamente a quanto necessario e se si adattano alla dentatura del paziente. Bisogna controllare con attenzione forma e colore, per non trovarsi poi con spiacevoli sorprese a lavoro finito.

L’applicazione definitiva delle placchette

Infine, arriva il momento del “montaggio” delle faccette definitive. La superficie dei denti viene accuratamente pulita e mordenzata, così come quella delle faccette, che viene lavorata per risultare più ruvida. L’applicazione avviene utilizzando una particolare resina adesiva, che salda ogni veneers al suo dente. La resina viene poi fatta solidificare rapidamente (polimerizzata) e si ripulisce la bocca dalle eventuali eccedenze.

Colore faccette dentali

Quanto costano le faccette dentali estetiche

Quello del prezzo delle faccette dentali è senza dubbio uno degli argomenti principali che ruotano intorno a questo trattamento. La prima domanda che ogni dentista si sente rivolgere è sempre la stessa: quanto costa? La convinzione diffusa, infatti, è che si tratti di un intervento per cui serve sborsare cifre da capogiro. In realtà non è così, e non c’è poi molta differenza rispetto ad altri trattamenti simili, sempre di natura dentale.

Ovviamente, il costo non può essere stabilito a priori, ma va fatto un preventivo sul caso concreto, perché ci sono molti elementi che lo influenzano, tra cui il numero dei denti coinvolti.

Scopri i nostri servizi di Estetica dentale

Attenzione alle placchette low cost

È bene ripeterlo una volta di più: quando si parla di interventi che hanno a che fare con il corpo e la salute i prodotti low cost sono assolutamente sconsigliati. C’è chi pensa addirittura di poter risolvere la questione comprando delle (finte) faccette dentali su Amazon. O chi si avventura in estenuanti ricerche online per trovare il prezzo scontatissimo. Salvo poi magari ritrovarsi nelle mani di veri e propri “macellai”, che mettono le mani nella bocca dei pazienti senza sapere cosa fanno.

Questo non significa che bisogna accettare in modo acritico qualsiasi preventivo, ma vuol dire informarsi bene su cosa di va fare, sui materiali utilizzati e sul professionista che si ha di fronte. Ne va del proprio benessere.

Il Dottor Puzzilli con il calco di una dentatura

Durata e mantenimento delle faccette per denti

La scelta di affidarsi ad un professionista per l’applicazione delle faccette dentali, rinunciando al low cost, viene ripagata in termini di durata dei veneers e di sforzo per la loro manutenzione. Quando il lavoro è fatto bene, infatti, le placchette possono tranquillamente durare ben oltre i 10 anni senza mostrare problemi. E non hanno neanche bisogno di particolari accortezze. Basta trattarle proprio come i denti naturali: lavarli più volte al giorno (ecco come farlo bene), sottoporsi a igiene orale ogni 6 mesi, stare attenti a consumare cibi particolarmente duri e tenersi lontano dal fumo.

Leggi anche: Le risposte ai dubbi più frequenti sulle faccette dentali

Faccette dentali estetiche: prima e dopo


Ascesso ai denti

Ascesso dentale, un’infezione da non trascurare

Ascesso dentale, un’infezione da non trascurare

L’ascesso ai denti, oltre che essere molto doloroso è anche parecchio pericoloso. Un’infezione che può facilmente degenerare in complicanze gravi, se non curata con antidolorifici e antibiotici. Fondamentale è rivolgersi ad un dentista in tempi rapidi e per riuscirci è necessario saper riconoscere cause e sintomi degli ascessi.

Cos’è l’ascesso dentale: definizione, sintomi e cause

L’ascesso dentale è un’infezione particolare che colpisce l’apparato orale e solitamente ha un’origine batterica. Quando si verifica un ascesso, il pus (un agglomerato di batteri, globuli bianchi, plasma e detriti cellulari) invade i tessuti che circondano il dente, cioè la gengiva, l’osso mandibolare e la polpa dentale. 

Le tipologie di ascesso dentale

Esistono tre tipi di ascesso ai denti:

  • Ascesso gengivale: è la forma meno fastidiosa e dolorosa, perché colpisce la sola gengiva, spesso come conseguenza secondaria di un ascesso apicale;
  • Ascesso parondontale: ad essere infetto, in questo caso, è l’intero parodonto (gengiva, osso alveolare, cemento radicolare e legamenti);
  • Ascesso periapicale: colpisce la polpa del dente, generalmente a causa della degenerazione di una carie.

La natura e le caratteristiche dell’ascesso rendono evidente una riflessione: si tratta di una patologia molto seria, un'infezione dentale che non va assolutamente trascurata o presa sottogamba. Se si sospetta di averne uno è importante rivolgersi subito al proprio dentista di fiducia per iniziare la cura più adatta (generalmente a base di antibiotici). 

Temporeggiare significa lasciare all’infezione il tempo di agire e aggravarsi. Le conseguenze e le complicanze di un ascesso dentale non curato possono essere davvero importanti. Ad esempio, l’ascesso può continuare a crescere, aumentando il pus, fino a generare una fistola o una ciste. Addirittura può giungere ad invadere, con il suo potere infettivo, zone del corpo vicine. Quando poi l’ascesso si abbina a patologie gravi (diabete, immunodepressione, cancro), i rischi si fanno ancora peggiori: osteomielite, trombosi del seno cavernoso e setticemia. 

I sintomi dell'ascesso

Vista la serietà dell'infezione che provoca, è bene conoscerne i sintomi dell'ascesso, per tenerlo sotto controllo ma anche per evitare inutili allarmismi. Anche perché non tutti i mal di denti segnalano la presenza di un’infezione di questo tipo, anzi spesso sono conseguenza di patologie molto meno gravi. 

I principali sintomi dell’ascesso dentale sono:

  • Gonfiore localizzato (con possibile fuoriuscita di pus);
  • Dolore pulsante (come se all’interno del rigonfiamento ci fosse qualcosa che “batte”);
  • Alitosi e cattivo sapore in bocca;
  • Sensibilità dentale (sia alla pressione che alle variazioni caldo/freddo);
  • Infiammazione e arrossamento delle gengive;
  • Febbre;
  • Mal di testa.

Dente cariato con ascesso

Le cause e i fattori di rischio

La domanda che più spesso un dentista si sente rivolgere riguarda il perché viene l’ascesso dentale. Le cause, in realtà, possono essere diverse, ma tutte hanno a che fare con la presenza eccessiva di batteri nel cavo orale. Tra le più comuni ci sono:

  • Carie degenerate;
  • Lesioni ai denti (spezzati o scheggiati);
  • Lesioni alle gengive;
  • Malattia parodontale.

Esistono poi dei fattori di rischio che amplificano i rischi collegati a queste cause. Quelli a cui prestare maggiore attenzione sono:

  • Scarsa igiene orale;
  • Eccessivo consumo di alcol;
  • Eccessivo consumo di sostanze zuccherate;
  • Fumo;
  • Debolezza del sistema immunitario connessa;
  • Interventi chirurgici ai denti non perfettamente riusciti (può capitare, ad esempio, che un ascesso si verifichi dopo un impianto o dopo l’estrazione del dente del giudizio).

Le carie dentali | Approfondimento

Come sgonfiare e curare un ascesso al dente

Chi lo ha provato lo sa, l’ascesso dentale è davvero molto doloroso, oltre che pericoloso. Per questo motivo, una prima fase di cura si focalizza proprio sull’eliminazione di questa sofferenza. E l’effetto si ottiene utilizzando prevalentemente antidolorifici come l’ibuprofene o il paracetamolo, anche se esistono altre valide opzioni. In questa fase, può essere utile anche adottare alcuni piccoli accorgimenti, come usare uno spazzolino a setole morbide ed evitare il consumo di cibi troppo caldi o troppo freddi. 

La vera cura, però, punto a eliminare l’infiammazione. Per riuscirci, di solito, è necessario intervenire con una terapia a base di antibiotici (amoxicilina, claritromicina, clindarnicina, ecc.). Quale antibiotico assumere ovviamente spetta al dentista dirlo.

La cura antibiotica è sufficiente? Nella maggior parte dei casi sì, ma purtroppo non sempre. Quando l’ascesso è particolarmente grave è stato trascurato, infatti, l’antibiotico può non bastare. In questi casi bisogna passare a procedure chirurgiche: drenaggio, devitalizzazione oppure la più drastica estrazione del dente interessato.

Come lavare bene i denti

I rimedi della nonna? Meglio evitare

Come già detto, l’iter di cura di un ascesso dentale deve essere attentamente seguito da uno specialista. Quello che si deve evitare assolutamente, poi, è il ricorso ai cosiddetti rimedi della nonna, sempre molto diffusi quando si parla di patologie dentali.

In alcuni casi questi “trattamenti” frutto della saggezza popolare si rivelano dei semplici palliativi per il dolore, come nel caso degli sciacqui con acqua e salvia. In altri casi, invece, sono molto pericolosi. Ad esempio, c’è chi tenta di sgonfiare l’ascesso “bucandolo” con un ago, per fare uscire il pus. Così facendo, si rischia di innescare la diffusione a macchia d’olio dell’infezione e il suo aggravamento. Ecco perché comportamenti del genere vanno evitati nella maniera più assoluta.


Alito cattivo

Alitosi, cause e rimedi contro l’alito cattivo

Alitosi, cause e rimedi contro l’alito cattivo

Se l’igiene orale è la causa più comune dell’alito cattivo, in altre circostanze l’alitosi può essere dovuta alle abitudine alimentari o a malattie di tipo diverso. Capire la forma in cui si presenta, è il primo passo per individuare le cause e quindi intervenire in maniera efficace sul problema.

Il problema dell’alito cattivo

L’alitosi è il termine con cui in medicina si indica l’alito cattivo, in sostanza quell’odore sgradevole che si emette quando si parla o semplicemente si espira. Anche se è spesso considerata solamente come fonte di imbarazzo e di fastidio, purtroppo in alcuni casi l’alitosi può essere dovuta alla presenza di una patologia.

Capire le cause dell’alito cattivo è importante perché permette di intervenire in maniera efficace sul problema, e quindi eventualmente di curare la patologia che lo provoca. D’altro canto, per individuare i fattori che danno origine all’alitosi è importante analizzare come si presenta.

Il problema dell’alito cattivo può infatti manifestarsi in diverse forme, saltuariamente o in maniera cronica. Può verificarsi nelle prime ore del mattino, dopo i pasti, oppure in una maniera apparentemente casuale, slegata da orari o dal consumo di determinati alimenti.

Come lavare bene i denti

Acqua e limone

Le cause più comuni dell’alitosi

Nella quasi totalità dei casi (il 90%), le cause dell’alito cattivo sono interne alla bocca. Tra queste, la scarsa igiene orale è sicuramente la causa più comune. Infatti, i batteri presenti sulla parte posteriore della bocca, entrando a contatto con resti di cibo, residui microscopici di sangue o cellule morte della mucosa orale, provocano delle reazioni chimiche che emettono cattivo odore.

Se la parte posteriore della lingua è l’habitat perfetto per la proliferazione di batteri, talvolta questi possono presentarsi anche in altre zone del cavo orale, come gli spazi interdentali, o in prossimità di infiammazioni gengivali e carie. Poiché facilitano la presenza di batteri, quindi, carie non individuate o infezioni locali possono essere delle concause che vengono ad aggravare il problema dell’alitosi.

In altri casi, il fattore scatenante è invece una scarsa idratazione: la bocca secca e quindi la scarsa salivazione possono infatti favorire l’insorgere dell’alitosi. Vanno poi segnalati come fattori dell’alito cattivo anche alcune abitudini alimentari. L’assunzione di bevande e alimenti come i latticini, cipolla e aglio, caffè, zucchero e alcool possono favorire l’insorgere dell’alito cattivo. Anche il fumo, inoltre, danneggiando le gengive può diventare causa di alitosi.

La questione alimentare, comunque, è importante soprattutto nei bambini. Una dieta troppo ricca di grassi, può infatti causare nei più piccoli quella situazione conosciuta come acetone, che si manifesta oltre che con un alito cattivo dall’odore fruttato, anche con una sensazione di nausea.

Quando le cause dell’alitosi, invece, non hanno origine nella bocca, allora l’alito cattivo può essere il sintomo di diverse malattie di tipo sistemico (diabete, disfunzioni renali o epatiche), oppure di malattie digestive o respiratorie, come la bronchite, la tonsillite o la sinusite.

Scopri i servizi di Igiene Orale dello Studio Puzzilli

Rimedi contro alitosi

Cura e rimedi per l’alito cattivo

Come già indicato in precedenza, la cura per l’alito cattivo varia a seconda della sua causa specifica. In alcuni casi, per risolvere il problema basta intervenire sulle abitudini quotidiane. La maggior parte delle volte migliorare l’igiene orale, eliminare o ridurre certi alimenti, smettere di fumare, può bastare per eliminare l’alitosi. Tuttavia, in altre situazioni è invece necessaria una pulizia professionale eseguita dal dentista per rimuovere batteri presenti sui denti ma anche sulla lingua, magari anche da ripetere periodicamente durante l’anno. Quando invece l’alito cattivo è dovuto a una scarsa salivazione, bisogna favorire la produzione di saliva con una maggiore idratazione oppure con la masticazione di gomme che non contengano però zucchero.

Ci sono anche diversi rimedi naturali utili per trattare l’alitosi.  Il succo d’aloe vera, per esempio, è un’alternativa naturale, per questo sono indicati anche dentifrici a base di gel d’aloe, prodotti specificamente per evitare la comparsa di cattivo odore nel respiro. Anche i chiodi di garofano possono servire; masticarli infatti può aiutare a prevenire l’insorgere del problema. Inoltre, prodotti naturali come l’olio essenziale di menta piperita o come la clorofilla possono essere utilizzati per produrre un collutorio fai da te in grado di prevenire e contrastare il problema.

In altre circostanze, ovvero quando l’alitosi è riconducibile alla presenza di una malattia, bisogna invece intervenire sulla situazione patologica per eliminare in maniera efficace e definitiva il problema dell’alito cattivo.


dentista Puzzilli

La filosofia di Emanuele Puzzilli, innovare rispettando la propria storia

Dietro la professionalità degli studi Puzzilli c’è una lunga storia, che inizia ad Ostia e finisce in tutto il mondo. Una storia fatta di famiglia e di tradizioni, ma soprattutto di studio, ricerca, sperimentazione, capacità di innovazione e passione per le tecnologie.

Dentisti ad Ostia, da tre generazioni

Oggi il Dottor Emanuele Puzzili è attivo su due studi, a Roma e a Milano, affiancato da staff di altissima qualità. La sua storia professionale, però, è iniziata nella capitale. Anzi, per essere ancora più precisi, ad Ostia, il quartiere di Roma che si affaccia sul mare. Ed è proprio lo studio di Ostia che, ancora oggi, il dentista dei vip considera il suo quartier generale.

Una scelta che è figlia della volontà di rispettare una tradizione di famiglia, inaugurata dal nonno, primo dentista della dinastia Puzzilli, e proseguita prima dal padre e poi da lui stesso. Ostia, quindi, rappresenta il rapporto forte e saldo con le radici, con la memoria. Un punto di riferimento a cui non ha mai rinunciato, pur avendo ricevuto tante offerte per lavorare in quartieri di Roma molto prestigiosi.

Non fermarsi mai

Rispettare il passato, però, non significa rimanerne prigionieri in maniera nostalgica. È fondamentale continuare a guardare avanti, imparare, innovare, sperimentare, soprattutto in una professione in continuo mutamento come quella dell’odontoiatra.

Il segreto del successo del “Metodo Puzzilli” è proprio qui, nella continua fame di innovazione. Una traiettoria sempre in crescita, fatta di studio “matto e disperatissimo”, di viaggi, di incontri e di ricerca. Un costante movimento, perché restare fermi significherebbe offrire un servizio via via peggiore ai propri pazienti, sempre più vecchio e inadeguato. Un’impostazione mentale che da grandi soddisfazioni ma che costa anche molto sacrificio.

Gli Studi Puzzilli, invece, sono sempre al passo con le novità tecnologiche del settore e fanno ampio ricorso al digitale, sia nella fase di diagnosi che in quella di cura, per garantire una terapia di altissimo livello. È il caso, ad esempio, degli interventi con il laser odontoiatrico o dell’uso dello scanner digitale per progettare e monitorare i lavori. Perché prendersi cura di un sorriso è una cosa seria.


bite per malocclusione

Malocclusione dentale, come verificarla e curarla

Malocclusione dentale, come verificarla e curarla

La malocclusione dentale impedisce la corretta chiusura della bocca, provocando fastidiosi disturbi in tutto il corpo. Correggerla è fondamentale per riacquistare benessere e qualità della vita. Per scegliere la terapia più adeguata, però, bisogna capire cosa ha causato la malocclusione e qual è il suo livello di gravità.

riproduzione bocca umana

Malocclusione dentale, quando la bocca non si chiude bene

La malocclusione dentale, conosciuta anche come malocclusione mandibolare, è un difetto delle arcate dentali che ne impedisce la chiusura corretta. Quando parliamo, mastichiamo, deglutiamo o semplicemente ci rilassiamo tenendo la bocca chiusa, i denti dell’arcata superiore e quelli dell’arcata inferiore dovrebbero essere perfettamente allineati e toccarsi senza problemi.

In alcuni casi, questo non avviene, ed ecco che ci si trova davanti a una malocclusione. Cosa impedisce la corretta chiusura del morso? I motivi possono essere essenzialmente due:

  • denti storti;
  • asimmetrie ossee tra mandibola e mascella (una che tende in avanti o l’altra che tende indietro, ad esempio).

Le cause: ereditarietà e cattive abitudini

Trovato il problema, bisogna indagarne le ragioni. Quando si analizzano le cause della malocclusione dentale è possibile ricondurle a due grandi categorie:

  • difetti ereditari (proprio della struttura fisica di ciascuno)
  • difetti emersi a seguito di cattive abitudini o di eventi traumatici.

Se il disallineamento tra le arcate è conseguenza della conformazione stessa di mascella, mandibola e denti, non ci si può imputare nessuna colpa. Equivale ad essere bassi, alti, con dita lunghe o corte, eccetera. È responsabilità del caso o della natura, come si preferisce.

Diverso è il discorso quando la malocclusione nasce da un comportamento sbagliato o patologico. Qualche esempio: bruxismo (cioè la tendenza a digrignare), denti mancati e non sostituiti o scheggiati e non ricostruiti, tic nervosi (come lo spingere con la lingua contro le arcate dentali). Inoltre, molto dannoso, nei bambini, è l’uso di succhiarsi il pollice o l’abuso del ciuccio. In tutti questi casi, sarebbe bene eliminare alla radice il comportamento errato prima che sia troppo tardi.

La classificazione delle occlusioni imperfette: prima, seconda e terza classe

Ovviamente la malocclusione può avere diversi livelli di gravità, che richiedono interventi più o meno incisivi. La classificazione di questo difetto prevede tre gradini.

Malocclusione di prima classe: l’arcata superiore (mascella) è leggermente più avanti di quella inferiore.

Malocclusione di seconda classe: l’arcata superiore è molto più avanti di quella inferiore e spesso i denti incisivi (sia sopra che sotto) sono piuttosto distanti tra loro. Ci si trova, quindi, di fronte a un mix di retrognatismo e affollamento dentale.

Malocclusione di terza classe (prognatismo o sottomorso): qui è l’arcata inferiore a essere più avanti di quella superiore, il cosiddetto morso inverso.

Ci sono poi anche altre anomali, che si distinguono per caratteristiche specifiche:

Servizi di ortodonzia trasparente | Scopri di più

Dolore al dente

Come riconoscere la malocclusione: sintomi e diagnosi

In un primo momento, si potrebbe pensare che le diverse tipologie di malocclusioni siano soltanto delle imperfezioni estetiche. In realtà, tutto ciò che riguarda il morso e la chiusura dei denti ha ripercussioni pesantissime sul resto del corpo: testa, schiena, orecchie, postura. Per questo è utile una diagnosi precoce, che permetta di arginare subito le conseguenze negative di questo difetto.

I sintomi

I sintomi a cui bisogna prestare attenzione per accorgersi di una errata occlusione dentale sono molti:

  • difficoltà nella masticazione;
  • difficoltà nella deglutizione;
  • difficoltà nella respirazione (tosse frequente, bocca aperta, russamento, asma, bronchite cronica);
  • problemi alle orecchie e all’equilibrio (acufeni e vertigni);
  • mal di testa;
  • mal di schiena;
  • malattie dentali molto frequenti (carie, gengivite, ecc);
  • disallineamenti nei tratti del viso.

La diagnosi

Se si accusano alcuni dei sintomi su indicati, è bene rivolgersi subito al dentista di fiducia. È lui il più indicato a fare una corretta diagnosi di malocclusione dentale. Spesso già ad occhio nudo è possibile verificare l’esistenza di questo difetto. Per comprenderne bene la gravità, però, può essere necessario ricorrere a degli esami, come le radiografie (o telegrafie) di mascella e mandibola.

malocclusione terapia

Come curare la malocclusione, le terapie disponibili

Una volta diagnostica la malocclusione bisogna correre ai ripari, il prima possibile. La giusta terapia dipende, però, dalla gravità del difetto, dalle sue caratteristiche e dalle cause. Molto rilevante è anche l’età di chi inizia la cura. Nei bambini è tutto più semplici, perché ossa e dentatura non sono ancora completamente formati e stabilizzati. Più complesso, invece, intervenire su un adulto.

In linea di massima, la terapia più utilizzata è l’ortodonzia, in varie forme. Da quelle più lievi, con bande, fili ed elastici, a quelle più incisive, che prevedono l’uso del bite per malocclusioni o dell’apparecchio specifico.

Leggi anche: Il bite per denti

In alcuni casi, può anche essere necessario procedere all’estrazione di uno o più denti, per ridurre il sovraffollamento delle arcate. Infine, nelle forme più gravi, può servire di ricorrere all’intervento chirurgico su mascella e/o mandibola.

Scopri i servizi di ortodonzia dello Studio Puzzilli


bite per sportivi

Denti e sport, migliorare le prestazioni atletiche con il bite sportivo

Denti e sport, migliorare le prestazioni atletiche con il bite sportivo

Diverse ricerche scientifiche hanno confermato la stretta correlazione tra denti, postura e prestazione degli atleti. Ecco perché, con il cosiddetto bite sportivo, è possibile prevenire gli infortuni e migliorare le prestazioni atletiche. È essenziale, però, rivolgersi ad un professionista, in grado di studiare un bite personalizzato e inserirlo in un piano di cura individuale.

Infortuni frequenti, difficoltà di recupero, problemi nella coordinazione motoria, perdita di forza. Sono tutti disturbi che possono peggiorare le prestazioni di uno sportivo, fino a comprometterne la stessa carriera. E anche nel mondo degli amatori, queste problematiche possono dar luogo a prolungati periodi di inattività o a forti dolori. Ma cosa c’entra tutto questo con i denti? Il legame c’è, è scientificamente provato ed è anche molto più intenso di quanto si possa pensare. La dentatura (con i suoi difetti) influisce molto su tutto il corpo, soprattutto sotto il profilo neurologico e muscolare, trasformandosi in causa di problemi più complessi.

Come i denti influenzano la prestazione sportiva

Come prima approssimazione, si può affermare che il legame tra denti e sport passa per la colonna vertebrale e la postura. In realtà, però, quando si indaga su questa correlazione, più che alla sola dentatura, sarebbe opportuno fare riferimento all’intero comparto composto da denti, mandibola e relativi muscoli e articolazioni. Una zona del corpo che può andare incontro a squilibri, come nel caso di denti storti, morso disallineato o eccessiva tensione muscolare. Sono tutti casi di cattiva occlusione.

Ognuno di questi problemi finisce per scaricarsi sulla colonna vertebrale e sulle fasce muscolari che la sostengono. Il sistema neuro muscolare ne risente e, in automatico, il corpo si protegge. Come? Attiva delle compensazioni e cerca di ritrovare un equilibrio. Si tratta, però, di un “equilibrio precario” o, meglio ancora, assolutamente fittizio. Ecco, quindi, che insorgono problemi muscolari, di equilibrio o di forza.

La correlazione denti-postura-prestazione fisica rende evidente come il corpo umano sia una macchina perfetta e piena di collegamenti, più o meno nascosti. Basta poco per spezzare l’equilibrio ma anche per rimetterlo a posto.

Il bite sportivo (personalizzato) e il miglioramento atletico

bite sportivo per atleti

Quando si parla di bite per gli sportivi è bene, per prima cosa, sgomberare il campo da possibili ambiguità. La più frequente va smentita categoricamente: il bite sportivo non è un paradenti. In molti casi è usato con questa finalità, ed è anche efficace. Così come è opportuno riparare i denti da forme di digrignamento dovute allo sforzo. Si tratta però di ipotesi diverse.

Leggi di più: Cos’è il bite e a cosa serve

Il bite sportivo propriamente detto, invece, punta a correggere (direttamente) dei difetti del morso per ottenere (indirettamente) un riequilibrio della postura, con tutti i suoi effetti benefici a cascata. Ecco perché questo tipo di strumento deve essere personalizzato ed associato ad un percorso terapeutico individuale.

I difetti della dentatura, da cui scaturiscono i problemi sportivi, si manifestano in modo diverso da persona a persona. Così come differente è la posizione e la forma dei denti. Un buon bite per uso sportivo deve prendere in considerazione tutti questi fattori. Solo così può davvero raggiungere lo scopo. Nel corso del tempo, poi, c’è bisogno di calibrare l’intervento man mano che si avanza con i progressi. Ecco perché, per avviare un percorso di cura di questo tipo, è necessario affidarsi ad un professionista e non lasciarsi tentare da soluzioni preconfezionate.

I vantaggi del bite nello sport

In concreto, l’uso del bite sportivo permette di:

  • evitare microtraumi (migliorando la postura e lo scarico del peso sui due piedi);
  • prevenire le contratture;
  • aumentare la forza;
  • aumentare la resistenza;
  • migliorare la concentrazione.

Scopri i servizi di odontoiatria olistica dello Studio Puzzilli


Bambino dal dentista per la prima visita

La prima visita dal dentista dei bambini, cominciare presto e cominciare bene

La prima visita dal dentista dei bambini, cominciare presto e cominciare bene

Il rapporto tra i bambini e il dentista può essere parecchio complicato. Molto dipende dalla prima visita, che svolge un ruolo fondamentale, sia per la salute dei denti sia per la costruzione della fiducia tra medico e piccolo paziente. Vediamo insieme quando è il caso di portare un bambino per la prima volta dal dentista e che approccio seguire.

Imparare a prendersi cura, fin da piccoli, del proprio sorriso è molto importante. Spetta ai genitori insegnare ai figli a lavare bene denti o abituarli, anche molto presto, alla figura del dentista, per renderlo un amico e non un adulto di cui avere timore. La saggezza popolare, in questo caso, è davvero d’aiuto: chi ben comincia è a metà dell’opera. Ed è importante anche iniziare presto.

Leggi di più: Insegnare ai bambini a lavarsi i denti

La prima visita dal dentista, quando e perché farla

È consigliato portare un bambino da dentista, per la prima volta, verso i tre anni, cioè una volta che si è completata la formazione della cosiddetta dentatura decidua. Successivamente, i controlli dovrebbero avvenire con cadenza di 6-12 mesi.

Un errore molto comune, infatti, è quello di considerare i denti da latte come dei denti di “serie b”, che non hanno bisogno di cure perché destinati a cadere. Non è affatto così. I dentini possono subire le stesse patologie della dentatura definitiva. Anzi, essendo più fragili sono più esposti a malattie dentali come le carie.

Leggi di più: Le carie nei dentini da latte

Fare presto una prima visita odontoiatrica è molto importante anche per controllare il corretto sviluppo cranio facciale del bambino. Spesso, infatti, una dentatura storta, che necessita di apparecchio fisso o mobile, è frutto di difetti dovuti alla crescita. Se si riesci ad intercettarli sul nascere e ad intervenire, si possono ottenere risultati migliori, con meno tempo, meno spesa e meno dolore.

Dentista e bambini, questione di feeling

È inutile negarlo: molti bambini hanno paura del dentista. Un timore che non è necessariamente conseguenza di un trauma e che può permanere anche da adulti. In questo, la prima visita gioca un ruolo chiave. È il primo impatto, la prima impressione, il momento in cui si superano le diffidenze. Insomma: questione di feeling.

Dentista a misura di bambino: sale colorate e app per giocare

Far andare bene la prima visita dal dentista è soprattutto un compito di quest’ultimo. Per fortuna, tra gli odontoiatri, c’è una crescente sensibilità in questo senso. Molti studi hanno stanze dedicate ai più piccoli, meno serie e asettiche di quelle per gli adulti. Una mano arriva anche dalla tecnologia, con molti professionisti che si dotano di app per smartphone che propongono giochi interattivi “a tema”, da fare in sala d’attesa (come queste).

Controllo denti bambini

Preparare la visita dal dentista: qualche consiglio per i genitori

Una mano al dentista, però, possono darla anche i genitori, preparando al meglio l’appuntamento con la prima visita. Basta davvero poco, come seguire questi 4 semplici consigli.

Niente rassicurazioni eccessive. Frasi come “non ti farà male” o, peggio ancora, “passerà subito” sono assolutamente controproducenti. Se il dentista non è niente di preoccupante, perché tante accortezze? Della prima visita bisogna parlare in modo naturale, quasi come fosse un impegno come un altro.

Nessun rimprovero e nessun incitamento. Anche espressioni come “stai fermo”, “fai il bravo”, “non far arrabbiare il dottore” sono da evitare. Creano ansia e non ottengono l’effetto sperato. Meglio lasciar parlare l’odontoiatra.

Qualche distrazione in sala d’attesa. Se c’è da aspettare, meglio ingannare il tempo con un bel libro da colorare, una fiaba da leggere o un pupazzetto per giocare. Avere intorno oggetti divertenti e familiari, aiuta il bambino a sentirsi a casa.

Restare accanto e farsi vedere. Durante la prima visita, può essere una buona idea rimanere accanto alla poltrona e farsi vedere da proprio figlio. Dalla seconda volta in poi, se tutto è andato bene, si può tornare in sala d’attesa.

Il dentista dei bambini